Obesità

obesità

Condizione patologica cronica, a genesi multifattoriale, caratterizzata da un eccesso di peso corporeo dovuto ad abnorme accumulo di tessuto adiposo nell’organismo. Allo stato attuale, l’obesità costituisce un problema sociosanitario di notevole entità. Essa rappresenta un fattore di rischio per:

  • Diabete mellito tipo 2
  • Ipertensione arteriosa
  • Aumento dei livelli circolanti dei trigliceridi, colesterolo ed acido urico 
  • Cardiopatia ischemica
  • Insufficienza respiratoria e Sindrome delle apnee notturne
  • Insufficienza venosa degli arti inferiori, elevata predisposizione alla malattia trombo embolica
  • Malattia delle ossa e delle articolazioni (artrosi del ginocchio, ernia del disco ecc) 
  • Ridotta funzionalità gonadica
  • Calcolosi della colecisti
  • Aumento dell’incidenza del cancro del colon retto, dell’utero e della mammella

Classificazione

Il grado di obesità si misura mediante l’indice di massa corporea (BMI- Body mass index) dividendo il peso in kg per l’altezza al quadrato: BMI = Kg di peso attuale/ altezza in m2 e in base al risultato si classifica in:

  • Normale BMI 20-25 kg/m2
  • Sovrappeso BMI tra 25 e 30 Kg/m2
  • Obeso BMI > 30 kg/m2
  • Obesità patologica BMI > 40 kg/m2
  • Super Obesità BMI > 50 kg/m2

La distribuzione adiposa può essere identificata con il Rapporto tra Circonferenza della Vita e la Circonferenza dei Fianchi (Waist/Hip Ratio- WHR): 

  • ANDROIDE WHR > 0.85 – Obesità centripeta, prevalentemente a carico del tronco, con gambe sottili comporta una aumentata incidenza di: diabete 2, ipercolesterolemia, iperuricemia, ipertensione ed aterosclerosi
  • GINOIDE: WHR < 0.78- Distribuzione del grasso tipicamente femminile, su anche, natiche, cosce ed addome sotto l’ombelico si associa a minore incidenza di malattie metaboliche, diabete 2, ipertensione e maggiore incidenza di insufficienza venosa, artrosi del ginocchio cellulite.

Obesità addominale

L’obesità addominale è legata alla riduzione di alcune adipochine in particolare con la riduzione della adiponectina. Tale proteina ha le seguenti funzioni:

  1. migliora la sensibilità all’insulina del fegato, muscolo e adipociti
  2. aumenta l’ossidazione dei lipidi nei tessuti favorendo la perdita di peso
  3. migliora la vasodilatazione endotelio-dipendente
  4. riduce la produzione di radicali liberi
  5. ha azione antiflogistica
  6. inibisce gli effetti delle LDL ossidate sulle cellule endoteliali
  7. inibisce l’attività delle metallo proteinasi di parete

L’ipoadiponectinemia che caratterizza i soggetti con obesità addominale e sindrome metabolica sarebbe l’elemento chiave per giustificare il rischio cardiometabolico di questa situazione.

Per tali motivi presso il Dipartimento di Prevenzione Cardiovascolare viene proposto un percorso di counseling motivazionale per aiutare le persone a diventare consapevoli dei propri errori alimentari e durante la prima visita vengono fornite delle indicazioni su quali alimenti evitare.

Disclaimer. Questo sito web propone contenuti a scopo informativo e di prevenzione e, in nessun caso, tali contenuti possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica e il rapporto diretto con il medico.

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