Medicina di genere: la prevenzione cardiovascolare nelle donne

Il cuore delle donne

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nelle donne italiane: 43.8% dei decessi circa.
La cardiopatia ischemica è la principale causa di morte cardiovascolare nelle donne < 75 anni.
Le donne colpite da infarto miocardico acuto hanno maggiore mortalità, pur in presenza di una maggiore prevalenza di malattia coronarica lieve, e ricevono un minor numero di coronarografie, beta-bloccanti e statine.
E’ necessario considerare i fattori di rischio in relazione al sesso: sono state infatti dimostrate differenza significative fra uomo e donna.
La patologia cardiovascolare ha un’eziologia multifattoriale, pertanto è preferibile valutare il rischio globale piuttosto dei singoli fattori di rischio.
Nella donna classificazione e stratificazione del rischio cardio- e cerebro-vascolare devono anche tener conto di variabili esclusive del genere femminile, come problemi di salute gestazionale o ginecologica e menopausa.
Accanto ai fattori di rischio tradizionali, esistono nuovi fattori di rischio emergenti; tra questi rivestono particolare importanza,la flogosi e i marker infiammatori, l’insulino-resistenza e i livelli plasmatici di omocisteina.
Una alimentazione ipercalorica e ricca in grassi animali, il fumo di sigaretta attivo e passivo e la sedentarietà hanno un ruolo patogenetico nell’ambito della patologia cardiovascolare.
Esistono numerose evidenze epidemiologiche riguardanti l’elevata prevalenza di stili di vita disfunzionali e i loro effetti dannosi sulla durata media della vita.
Esistono differenze di genere riguardanti le motivazioni che inducono a stili di vita disfunzionali con particolare riferimento al tabagismo e alla possibilità di prevenzione primaria e secondaria.
Dopo la menopausa, le modifiche del quadro ormonale sono correlate a: riduzione del colesterolo HDL (buono), aumento del rischio di sviluppare diabete mellito, aumento del peso corporeo e della pressione arteriosa.
Nella donna, è necessaria una efficace strategia di prevenzione primaria volta a ridurre i fattori di rischio, in primis obesità e sedentarietà ed incentivare l’astensione dal fumo.
La correzione dello stile di vita, mediante l’introduzione di dieta sana ed equilibrata ed un esercizio fisico moderato e costante, rappresenta dunque il cardine della strategia preventiva.

IPERTENSIONE ARTERIOSA NELLA DONNA
E’ maggiormente associata alla sviluppo di infarto miocardico nella donna tanto che la sua presenza può suggerire una patologia coronarica subclinica, come indicatore della disfunzione endoteliale che riflette modifiche fisiopatologiche predisponenti all’IMA.
Forme specifiche di ipertensione nella donna, come l’ipertensione gravidica e l’eclampsia sono associate ad un rischio di malattia cardiovascolare futura nella donna tra 2 e 8 volte superiore, e richiedono misure di valutazione, terapia e prevenzione secondaria.

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