I danni del fumo

fumo

Quando si accende una sigaretta si liberano almeno 4000 componenti. Tra questi, sostanze chimiche (ossido di carbonio, che riduce la capacità di trasporto di ossigeno nel sangue, nicotina, nitrosammina), catrame (solidi tra cui il benzopirene che è cancerogeno), irritanti (formaldeide, acroleina, ammoniaca, fenoli, acido cianidrico, polonio, cadmio, nichel e particolati, cioè le particelle in sospensione che hanno un'azione ittitante meccanica sui bronchi. Il fumo si distingue in centrale che è il fumo in gran parte inalato dai fumatori attivi e in parte espirato e laterale che è il fumo passivo, quello prodotto dalla combustione lenta della sigaretta ed espirato dal fumatore attivo, che rappresenta il principale inquinante degli ambienti chiusi. Nel fumo laterale sono presenti sostanze irritanti, ossidanti e cancerogene in quantità superiore al fumo centrale, anche se bisogna considerare che viene diluito negli ambienti che dovrebbero essere areati.

I DANNI DEL FUMO ATTIVO

Almeno una persona che fuma su due inizia presto: per questo l'aspettativa di vita si ridurrà di 20-25 anni. Un giovane di 25 anni che fuma 2 pacchetti di sigarette al giorno ha una speranza di vita ridotta di 8 anni. Il fumo uccide 10 volte di più degli incidenti stradali. Ma i danni sono molteplici, distribuiti a tutti i distretti del corpo.

APPARATO RESPIRATORIO

I danni provocati dal fumo sono soprattutto a carico dell'apparato respiratorio. L'87,5% di decessi per tumore al polmone dipende dal tabagismo. L'esposizione al fumo provoca inoltre riduzione delle difese immunitarie delle vie aeree, con maggiore incidenza di infezioni e la soppressione del riflesso della tosse, con ristagno di muco e catarro.

SISTEMA CARDIOVASCOLARE

Gli effetti tossici del fumo possono essere suddivisi in acuti e a lungo termine. Tra gli effetti acuti sul circolo vi sono le alterazioni emodinamiche, cioè aumentano la frequenza cardiaca e la resistenza delle arterie, tra queste le coronarie, al passaggio del sangue e conseguentemente aumenta la contrattilità del muscolo cardiaco e la domanda di ossigeno, che può portare ad una insufficiente ossigenzazione del muscolo cardiaco. In Italia fumo e colesterolo elevato sono responsabili della maggior parte degli infarti, addirittura dei tre quarti dei casi rilevati nelle persone al di sotto dei 50 anni. A lungo termine gli effetti si verificano a livello dell'endotelio dei vasi arteriosi, cioè dello strato di cellule che è a diretto contatto con il sangue.

MALATTIE NEUROLOGICHE

Nei fumatori si è riscontrata una diminuzione delle funzioni cognitive. In termini di rischio relativo, i fumatori mostrano il 20% di risposte erronee in più e maggiori probabilità di ottenere un basso punteggio nei test sulle funzioni cognitive globali (memoria, attenzione, capacità di concentrazione).

 

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