Aterosclerosi

Aterosclerosi

Che cos’è l’aterosclerosi?

L’aterosclerosi è la più frequente patologia delle arterie ed è caratterizzata da depositi di grassi, infiammazione, fibrosi e calcificazione nella parete vascolare. Le placche aterosclerotiche sono le tipiche lesioni di questa patologia. Il processo si sviluppa nel corso di decadi, e diventa manifesto solitamente dopo i 40 anni di età, ma a volte anche più precocemente.

Quali sono le conseguenze principali dell’aterosclerosi:

  1. ostruzione del flusso sanguigno, con riduzione della disponibilità di ossigeno al tessuto o organo irrorato dall’arteria malata;
  2. indebolimento della parete arteriosa, con successiva dilatazione (aneurisma) e rottura.

Come si manifesta?

L’espressione clinica dell’aterosclerosi dipende dell’arteria coinvolta. Le principali arterie colpite dall’aterosclerosi sono

  • le coronarie (angina pectoris, infarto al miocardio, morte improvvisa),
  • le arterie del collo e cerebrali (ischemia cerebrale transitoria e ictus),
  • l’aorta addominale (rottura di aneurisma con emergenza emorragica);
  • le arterie del bacino o degli arti inferiori (disfunzione erettile e claudicatio intermittens o “malattia delle vetrine”).

Quali sono gli interventi possibili?

Le arterie severamente ostruite da aterosclerosi possono essere disostruite sia attraverso cateteri introdotti dal braccio o dall’inguine nell’albero arterioso (procedure note come angioplastica e stenting) oppure realizzando un intervento chirurgico di “pulizia” dell’arteria (noto come endarterectomia). Alternativamente, i siti ostruiti possono essere “oltrepassati” collocando dei “bypass”, costituiti da tratti di vene (safena) o arterie ( mammaria) che ripristinano il corretto flusso di sangue dalla zona a monte a quella a valle dell’ostruzione. In base alle caratteristiche, gli aneurismi dell’aorta possono essere sottoposti a stenting o, chirurgicamente, ad una protesi vascolare sostitutiva.

Disclaimer. Questo sito web propone contenuti a scopo informativo e di prevenzione e, in nessun caso, tali contenuti possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica e il rapporto diretto con il medico.

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