Sindrome metabolica

Sindrome metabolica

La Sindrome Metabolica viene definita come una associazione di piu fattori.

Per formulare la diagnosi secondo l’ATPIII sono richiesti almeno tre dei seguenti criteri:

  • obesità addominale circonferenza vita > 102 cm nell’uomo, > 88 cm nella donna,
  • trigliceridi > 150 mg/dl,
  • colesterolo HDL < 40 mg/dl nell’uomo e < 50 mg/dl,
  • PA > 130/85 mmHg,
  • glicemia a digiuno > 110 mg/dl o la presenza di diabete mellito.

La Sindrome Metabolica colpisce circa il 20-25% della popolazione generale. Secondo lo studio I.L.S.A., in Italia ne è colpito il 31.3% dei soggetti di sesso maschile e il 59.4% dei soggetti di sesso femminile.

Negli ultimi anni, inoltre, è stata documentata un’aumentata prevalenza della SM nei bambini e negli adolescenti, parallelamente al diffondersi dell’obesità nella popolazione generale, tenendo in considerazione che la sua prevalenza aumenta comunque con l’avanzare dell’età raggiungendo un picco fra i 50 e i 60 anni.

Studi sempre più numerosi dimostrano che pazienti affetti da sindrome metabolica presentano un rischio aumentato di 2-3 volte rispetto alla popolazione generale di sviluppare complicanze cardiovascolari e ictus (per accelerata aterosclerosi) e un rischio aumentato di 5 volte di sviluppare diabete mellito di tipo 2.

Dalla Metabolic Triad alla sindrome metabolica, il rischio cardiometabolico ( RCM) attira l’attenzione di ricercatori e clinici, non solo come modello di patologia, ma soprattutto per l’evidenza di una prevalenza crescente, soprattutto nell’interrelazione con altre patologie.

«Più del 50 per cento dei pazienti che evolvono verso la cardiopatia ischemica hanno un’insulino-resistenza, così come più del 70 per cento dei pazienti con infarto miocardico hanno a loro volta insulino-resistenza.

Dal concetto di “sindrome” si sta passando a quello di Continuous Disease. La gestione dei pazienti con tale sindrome prevede ‘l’aggressione’ di più parametri alterati contemporaneamente al fine di ridurre quanto più possibile il rischio cardiovascolare globale.

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